intervento di F. Aurora del Cuz zona 18/19 di Milano, al Convegno del 20/12/76
Come è anche contenuto nella relazione iniziale, occorre sottolineare che Medicina Democratica non nasce come organizzazione formata da soli medici o tecnici della salute, ma al seguito dell’esperienza di lotta di tutto il movimento operaio negli ultimi anni.
E giusto quindi che negli organi direttivi della costituenda «Medicina Democratica Movimento di lotta per la salute facciano parte lavoratori rappresentativi del movimento con particolari esperienze nel campo della lotta per la salute.
Oltre ai lavoratori e alle lavoratrici delle fabbriche si deve pensare a dare il giusto risalto a quei gruppi (specie di donne) che sul territorio operano per la difesa della salute; che si inseriscano quindi anche delle casalinghe negli organismi direttivi.
Anche con queste premesse si potrà evitare il pericolo, giustamente espresso nell’introduzione di fare di Medicina Democratica un momento burocratico di coordinamento dei vertici delle varie realtà politiche….
occupazione e salute
Ancora, come è già stato notato, va respinta con forza l’idea che la lotta per la salute in fabbrica e nel territorio vada portata as vanti in momenti «più favorevoli». Le masse popolari oggi stanno pagando gli effetti di una crisi che non hanno në voluto. se provocato. E non è solo un problema di Sottrazione (in parte o del tutto) di salario; l’aumento dello sfruttamento in fabbrica e la mancata attuazione di riforme sociali fanno pagare oggi più di ieri alle masse in termini di salute.
La tenuta del movimento operaio si deve esprimere anche attraverso un approfondi
mento del temi della salute e delle strutture che la gestiscono per modificarle, per cambiarle. E la costruzione oggi di questo movimento di lotta per la salute è uno dei segni di questa tenuta.
dalla fabbrica al territorio
I lavoratori che sono riusciti in qualche modo ad ottenere dei cambiamenti all’interno del loro luogo di lavoro, lo hanno fatto non delegando i loro interessi a nessuno.
E necessario però che la lotta per la salute venga generalizzata in tutte le fabbriche, che vengano respinti i tentativi di monetizzazione che oggi di nuovo affiorano.
Ma è altresì necessario che la non delega esca dalla fabbrica: investa il territorio, il quartiere. Ed è ancora delegare, il metodo molto spesso usato di affidare a sociologio «esperti» l’indagine su qualche tema della salute o altre eseguita attraverso la compilazione di massa di questionari che affidano a delle crocette lá risposta ad esigenze fondamentali della gente.
Al contrario si debbono ricercare, anche con difficoltà. dei «gruppi omogenei» di quartiere, di caseggiato, di cortile, ecc. dove si possano avere delle risposte esaurienti, politiche, a quelle che sono le reali necessità del gruppo e dove l’analisi deve avvenire nel rispetto della crescita politica delle persone, onde evitare facili strumentalizzazioni.
II CUZ della zona 18-19 sta portando avanti delle esperienze in questo senso, in particolare riguardo a due problemi:
A) l’apertura dell’Ospedale al territorio. Da alcune fabbriche è uscita l’esigenza di avere delle vite mediche «mirate» c.d. di 2 livello. La disponibilità di un reparto dell’Ospedale S. Carlo (il reparto di Fisiopatologia Cardiorespiratorial ha permesso Feffettuazione di queste visite. Questo anche in base ad esigenze espresse dallo Smal servizio di medicina preventiva per gli ambienti di lavoro), ci ha portato a richiedere Pagibilità di altri ambulatori e servizi. Ospedalieri.
I discorso e il rapporto con i lavoratori dell’ospedale si è ulteriormente ampliato e precisato,
Si è iniziato a parlare del Dipartimento d’urgenza e accettazionepunto acquisito e non attuato del contratto degli ospedalieri: la commissione salute del CUZ, în stretto. collegamento con il C.d.D. dell’Ospedale. ha prodotto un documento di base per richieste precise nei confronti dell’Amministrazione Ospedaliera e della Regione. Va inoltre aggiunto che tale rapporto fra lavoratori delle fabbriche e lavoratori del l’ospedale sta creando una discussione sul Problema generale delle strutture sanitarie che si vogliono radicalmente modificate e gestibili dal basso.
B) I Consultori per la medicina della donna
La discussione è nata in una fabbrica della zona. la Recordati, a prevalente mano d’o pera femminile, dove l’intervento dello SMAL. ha portato, approfondendo la realtà di lavoro della donna in fabbrica, a sviscerare il problema femminile nella sua complessità
Con il Comitato Sanitario della zona 19 si è iniziato a parlare di consultorio e si è formata una commissione femminile del CUZ con lo scopo di approfondire l’argomento per chiedere Fapertura di uno o più consultori in quartiere.
Sono nati collegamenti fra gruppi di donne già esistenti in quartieri diversi con lo stesso scopo.
Si vuole infatti arrivare all’apertura di un consultorio che nasca direttamente dalle esigenze delle donne che, attraverso le loro esperienze negative e la loro visione positiva, possano formulare e richiedere un tipo di Consultorio adeguato alle loro esigenze. Oltre che creare nuovi gruppi omogenei sul territorio e nelle fabbriche il CUZ si preoccupa dei problemi di gestione che porrà l’apertura di uno o più consultori in zona. Il discorso della gestione (che può anche essere ricondotto al problema del Dipartimento) viene affrontato da noi in questi termini: in primo luogo si richiede un’equipe di persone che lavorino in maggioranza a tempo pieno; si richiede inoltre che non vengano concessi finanziamenti a chi intende (privati) aprire consultori, che la gestione politica venga affidata ad organismi pubblici (CSZ, Consigli di Zona, amministrazioni ospedaliere); che il CUZ e i comitati di quartiere rappresentativi di una realtà di massa esercitino il controllo sulla gestione e sull’andamento dei consultori o del dipartimento.
Per una nuova scienza medica
Un compagno operaio, mi sembra del CUZ della zona 7, ricordava com’è difficile per gli operai comunicare.
Ognuno sa quali sono le cose che non vanno, è in grado di dire da solo come devono cambiare, ma gli resta la difficoltà della socializzazione.
D’altro canto la medicina oggi sta apparendo sempre di più per quello che è: úno strumento al servizio del profitto, lontano dalle esigenze delle masse.
I compagni medici che possiedono la scienza borghese sono tuttavia capaci di socializzare la loro scienza e i difetti che in essa appaiono.
E compito della costituenda Medicina Democratica fare la sintesi di queste due realtà per ottenere una nuova scienza che sarà. spero, radicalmente diversa da quella attuale.
È necessario darsi un metodo di ricerca. Medicina Democratica deve essere un centro di raccolta di tutte le esperienze di lotta sulla salute e deve preoccuparsi di avviare delle pubblicazioni critiche.
Inoltre Medicina Democratica può mettersi al servizio delle masse attraverso un’opera di allargamento della coscienza sul tema della salute: i momenti di lotta contrattuale o le 150 ore possono servire, se rịchiesti dal sindacato e dai C D.F. per questa opera di apertura e di allargamento della coscienza sul problema della salute.
