NOTA INIZIALE AL NUMERO 3 DELLA RIVISTA MEDICINA DEMOCRATICA – SETTEMBRE 1976
Questo numero di Medicina Democratica – Movimento di lotta per la Salute era stato programmato in maniera del tutto diversa e avrebbe dovuto uscire verso la metà del mese di ottobre. Gli argomenti su cui il numero avrebbe dovuto articolarsi erano:
1) l’intensificarsi dei ritmi, dello sfruttamento, e della nocività del lavoro in fabbrica, con particolare attenzione al fenomeno del cosiddetto «assenteismo»;
2) le lotte degli ospedalieri, in previsione del prossimo rinnovo contrattuale.
Purtroppo i tragici avvenimenti del Libano e dell’Icmesa ci hanno costretto a rivedere i programmi. Il numero della rivista esce con circa un mese di anticipo sui tempi previsti e quasi tutti gli articoli hanno dovuto essere fatti «ex novo».
Di conseguenza molti articoli o schede sono affrettati e ripetitivi e il numero della rivista risulta nel complesso alquanto disordinato e disomogeneo.
Ci è sembrato comunque essenziale uscire subito con del materiale che rappresenti una testimonianza il più possibile puntuale delle giuste scelte di classe su questi due drammatici eventi.
La redazione
DOSSIER ICMESA – SETTEMBRE 1976
Il crimine dell’ICMESA (e della sua mandante, la multinazionale ROCHE) non inizia certo il 10 luglio e non sappiamo quando terminerà di manifestare le sue conseguenze.
È importante comunque aver chiaro che cosa è successo nei giorni che vanno dal 10 luglio al 30 luglio, perché proprio in questi giorni il crimine si è consumato nelle sue manifestazioni più clamorose e più tragiche, scoprendo responsabilità e complicità. Questo periodo e la sua analisi più completa rappresenterà quindi un momento fondamentale per una corretta conoscenza di quanto è successo a Seveso.
Per questo riportiamo la cronologia di questi 20 giorni: ogni intervento futuro vi farà necessariamente riferimento.
Sabato 10 luglio ore 12 sotto la pressione prodotta da una reazione chimica, ancora non definita, salta la valvola che tratteneva nel reattore dell’ICMESA il triclorofenolo con la diossina. Per oltre mezz’ora dall’ICMESA esce una nuvola bianca che si diffonde sul territorio circostante.
11 – 12 – 13 – 14 – 15 – luglio nessun intervento. Tutto continua come prima: gli adulti in fabbrica, nei campi, in casa, i bambini nei cortili e nei prati. Nella zona cominciano a morire gli animali, le piante. A chi si allarma l’ufficiale sanitario sentenzia «i danni della fuga di gas sono limitati alle culture».
16 luglio il CDF dell’ICMESA di fronte al fatto che tutt’intorno continuano a morire animali e che sulle braccia e sulle gambe e viso di alcuni bambini compaiono arrossamenti, poi bolle quindi ulcerazioni, quindi vomito e cefalea, blocca la produzione e ferma la fabbrica. Il CDF inizia ad informare la popolazione del rischio cui si espone chi mangia frutta, verdura, animali.
18 luglio dalla Svizzera i tecnici della Givaudan cominciano ad informare della gravità di quanto è successo.
19 luglio le autorità, sindaci, ufficiali sanitari, assessore regionale alla sanità, presidente della Regione, insistono nel minimizzare quanto è successo. All’estero già si parla di catastrofe e si bloccano le importazioni dalla zona.
20 luglio vengono arrestati i due dirigenti dell’ICMESA Herwig Zwehl e Paolo Paoletti, ma il giorno successivo verranno scarcerati per trasferirli in fabbrica dove resteranno piantonati, ma liberi di muoversi.
22 luglio presso l’Ufficio d’Igiene viene istituito un ambulatorio specialistico; viene fatta l’ordinanza che vieta il consumo di verdura, ortaggi, frutta, uova, latte, suoi derivati e carni di ogni specie.
24 luglio vertice tra tecnici dell’ICMESA e autorità comunali. I tecnici dichiarano che è necessario evacuare la zona. Le autorità non ne vogliono sapere.
26 luglio domenica. Sulla base dei risultati delle analisi del terreno fatte dal laboratorio provinciale d’Igiene e Profilassi «stranamente identiche» a quelle della Givaudan, la popolazione della zona ritenuta più inquinata, viene deportata in due supermotel alla periferia di Milano (Bruzzano e Assago).
27 luglio interviene l’esercito che invia soldati, senza nessuna adeguata protezione individuale, a cintare di filo spinato le zone definite più inquinate. Interviene Comunione e Liberazione a circondare con il proprio «filo spinato» la popolazione deportata negli Hotels.
28 luglio assemblea indetta dai sindacati che decidono la costituzione di due commissioni tecniche, una scientifica, l’altra legale. Il CDF ICMESA si costituisce parte civile.
30 luglio sera apertura del Consultorio a Seveso.
