RIVISTA n.1
intervento del Consiglio dei Delegati della Scuola Speciale G. Negri del Comune di Milano – 20 dicembre ’75
Il consiglio dei delegati della scuola speciale per bambini spastici G.Negri del Comune di Milano ritiene, con questo intervento, di portare il proprio contributo di esperienze alle lotte sulla salute che la classe operaia e le masse popolari stanno conducendo in questa fase di duro scontro con il governo e i padroni. La scuola Negri è la scuola speciale del Comune di Milano per bambini motulesi (spastici, miodistrofici, ecc.); di fatto, grazie alle scelte dei lavoratori, da alcuni anni ospita bambini con handicaps multipli e gravissimi finalizzando il suo impegno soprattutto all’inserimento dei bambini nelle scuole normali per poi seguirli in quelle strutture fino alla totale integrazione. Oggi i bambini inseriti, esterni, e seguiti dalla scuola sono una cinquantina mentre quelli che ancora la frequentano sono oltre 150.
Le conseguenze dell’attacco padronale e governativo ai livelli di vita della classe operaia si vedono anche all’interno di una struttura emarginante – ma anche emarginata – come la scuola speciale dove noi lavoriamo e che è una delle tante istituzioni assistenziali. Queste conseguenze sono di due tipi :
1) per i lavoratori aumento dei carichi di lavoro giustificati dal fatto che «manca il personale», mentre chiunque oggi sa come il padronato faccia di tutto perchè i disoccupati siano sempre di più.
2) sui bambini handicappati assistiti che non solo vivono condizioni di emarginazione gravissime nonostante l’impegno dei lavoratori ma che, sempre di più, per l’insoddisfazione dei bisogni più elementari delle loro famiglie (un lavoro sicuro, una casa, un’assistenza e dei servizi adeguati) tendono ad essere emarginati in situazioni ancora peggiori della scuola Negri, quali i manicomi e gli istituti assistenziali, per lo più religiosi, di cui quello della Pagliuca è un esempio e non certo il peggiore.
Il discorso sul significato dei manicomi e degli istituti pubblici e privati potrà essere approfondito, speriamo, dai lavoratori che vi operano. Noi, per conto nostro, possiamo affermare che, tutte le volte che abbiamo potuto avere incontri con questi lavoratori, abbiamo riscontrato livelli di sfruttamento bestiali sia sui lavoratori che sui bambini, mentre l’esistenza degli istituti è finalizzata esclusivamente al mantenimento delle clientele della De e di grossissimi interessi economici del Vaticano.
In questo senso condividiamo le proposte di leggi popolari per l’abolizione degli istituti assistenziali e riteniamo che debba comprendere istituti privati e religiosi nel nome di una pubblicizzazione che parta da un progressivo coinvolgimento, sul problema, della classe operaia e quindi sia basata sul suo controllo diretto, nonchè sul coinvolgimento dei lavoratori degli istituti stessi e degli utenti. Per quanto riguarda la scuola Negri siamo partiti due anni
fa con dure lotte finalizzate ad un miglioramento delle condizioni di lavoro come mezzo indispensabile per un miglioramento delle condizioni del servizio per i bambini. Questo ha portato alla costituzione di una struttura sindacale di base, il CdD, che vedeva rappresentati tutti i lavoratori dipendenti comunali (circa 150 fra bidelli, fisioterapisti, tecnici, sanitari, ecc.) mentre vedeva l’autoesclusione delle insegnanti statali della scuola (40 circa) arroccate in difesa di vecchi privilegi (doppi stipendi, orari «elastici», modesti carichi di lavoro),
Le lotte furono attuale con l’unità, molto importante, con i genitori dei bambini e portarono ad una progressiva presa di coscienza da parte di tutti (lavoratori, genitori ed anche alcune insegnanti) della situazione di emarginazione vissuta dai bambini della scuola e della conseguente necessità di finalizzare l’intervento educativo. didattico, riabilitativo ad un rapido inserimento dei bambini nelle strutture normali. A questo punto il limite più grosso delle lotte fu l’isolamento in cui i sindacati e l’Amministrazione Comunale riuscirono a mantenerle fino al 15 giugno.
11 15 giugno ha rappresentato nella scuola un momento molto importante: si pensò che fosse venuta finalmente l’ora di trasformare questa struttura da emarginante in un reale servizio sociale per i lavoratori, per le masse popolari del quartiere e per l’inserimento dei bambini con handicap anche gravissimi nelle strutture normali.
È presto per esprimere giudizi definitivi sulla nuova situazione, ma ancora una volta i lavoratori hanno verificato che delegare, anche se all’amministrazione rossa, la soluzione dei loro problemi e di quelli dei bambini era stato un errore: infatti, mentre da una parte l’Ente Locale, nel nome di problemi molto più gravi in altri settori, continuava e continua a trascurare le proposte dei lavoratori della scuola, dall’altra quei lavoratori (la minoranza dei lavoratori di base, ma la maggioranza delle insegnanti), che dall’esistenza di una scuola così come è traggono piccoli e grandi privilegi, hanno intrapreso una lotta ad oltranza per impedire ogni sostanziale cambiamento della scuola. Inoltre una serie di tecnici sanitari e didattici, che pure erano stati con i lavoratori di base della scuola nelle lotte, in questa fase tendono a privilegiare un falso efficientismo che, fianco di nessun miglioramento delle condizioni di emarginazione dei bambini, comporta un ulteriore aumento dei carichi di lavoro.
Obiettivamente si sono realizzate conquiste a livello di crescita di coscienza sul problema dell’emarginazione nella società capitalistica, del lavoro nel settore dei servizi, della qualificazione del lavoro nella scuola e fuori, mentre quello che è mancato e manca tutt’ora è il passaggio ad una fase in cui si eserciti realmente il controllo dei lavoratori sul servizio.
Su questo punto non mancano le responsabilità anche della classe operaia, nonchè la scarsa sensibilità dei Consigli Unitari di Żona e della stessa nuova Amministrazione Comunale, che tende a privilegiare i rapporti con i tecnici sanitari e didattici, ormai universalmente individuati dai lavoratori come reazionari e noti crumiri diventati di «sinistra» all’ultima ora, anzichè rivolgersi a quelle strutture di base dei lavoratori, di cui il CdD della scuola Negri è solo un esempio.
La lettura della mozione per la costituzione di «Medicina Democratica-Movimento di Lotta per la Salute» è stata in questo senso estremamente importante, in quanto non solo sentivamo l’esigenza di un movimento di questo genere, ma anche perchè tutta una serie di contenuti che la mozione esprime ci sembrano validissimi e riportabili anche in strutture assistenziali come la nostra.
Soprattutto il discorso della non delega è molto importante
non solo per i lavoratori, ma anche per i genitori dei bambini, che dopotutto sono sempre altri lavoratori, ma che, per il fatto di avere la sventura di avere un bambino handicappato, in questa società sono costretti a delegare costantemente, a supplicare per ottenere, a vendersi ideologicamente a preti e padroni pur di ottenere almeno una speranza, a fare milioni di debiti per pagare medici ciarlatani che promettono guarigioni impossibili e per i quali al più presto sarà indispensabile realizzare la sacrosanta giustizia operaia, con le modalità e nelle forme che la classe operaia nelle sue lotte storicamente si è data.
